1po.it - Nuovo URL shortener italiano

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Da oggi è online un nuovo servizio di URL Shortening tutto italiano, che ti permetterà di ridurre i tuoi URL e trasformarli in URL brevi da condividere su Twitter, MSN, Facebook e via SMS.

Si chiama 1po.it e si trova all'indirizzo http://1po.it. Provalo subito e condividi con i tuoi amici.

Anche GLOOSER blog è da oggi partner ufficiale di 1po.it.

Google Sitelinks: cosa sono, come ottenerli

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Google Sitelinks. Qualcuno ancora non sa cosa sono, molti cercano di averli. Vediamo di fare un po' di luce. Un articolo di Simone Carletti iniziò a dare qualche indicazione ai webmaster, ma oggi forse è il momento di dire qualcosa di più. I sitelinks sono quei link aggiuntivi che Google visualizza sotto un sito di elevato interesse, per facilitare la navigazione sul sito (vedi foto).
I sitelinks sono spesso divenuti oggetto di dibattiti e di "elucubrazioni" su come ottenerli. Secondo gli Strumenti per Webmaster di Google, sono calcolati in maniera automatica. Essendo però i sitelinks un segno di "autorevolezza" per il sito che li possiede, sono piuttosto ambiti, e si cercano risposte su come vengono forniti, su quale sia l'algoritmo che li genera.
Glooser ha realizzato alcuni test, e siamo giunti a conclusioni non del tutto scontate. Criteri (o meglio requisiti) per l'ottenimento dei sitelinks:
1. Essere in prima posizione nei risultati di Google per le parole chiave ricercate.
2. Contenere una o più parole chiave "importanti" nel titolo o nel dominio del sito. Grazie alla semantica, non solo le parole chiave, ma anche i loro sinonimi o appunto parole di stesso ambito semantico (esempio: FIGC equivale a federcalcio, telefono è collegato a Pagine Bianche).
3. Il dominio del sito deve puntare ad una pagina index. Questo assicura la coerenza tra il sito e le parole chiave. Se infatti fossero ammesse pagine qualunque, potrebbero visualizzare le parole chiave nel nome della pagina, ma il sito potrebbe trattare di tutt'altro.
4. Le voci di Wikipedia non partecipano alla fornitura dei sitelinks.
5. Presentare una struttura HTML ordinata, con un elenco di link uguale o superiore a quattro.
Se un sito rispetta questi cinque requisiti è candidato ai sitelinks. A questo punto diventa difficile determinare quale sia poi il fattore "scatenante". E' possibile ritenere che Google calcoli una differenza di PageRank (o più probabilmente, di click ricevuti) tra il sito e i risultati della ricerca immediatamente successivi. Se tale differenza supera una soglia minima, il sito riceve i sitelinks. Non abbiamo tuttavia ancora appurato se questa "differenza" va calcolata nei confronti di TUTTI i risultati di ricerca immediatamente successivi, o solo di quelli candidati ai sitelinks. Allo stesso modo non è ancora chiaro quanti siano tali risultati. Il valore più credibile è due.
In attesa di ottenere nuovi riscontri e nuove idee, da Glooser e da altri blog/siti, cerchiamo di soddisfare almeno i 5 requisiti necessari e raggiungere la prima posizione. E' probabile infatti che con il passare dei mesi si verifichino naturalmente le condizioni per ottenere i sitelinks.

Google Chrome: tutti i segreti del baby-browser

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Eccolo finalmente. Dopo un annuncio flash con il fumettino di Scott McCloud, Google Chrome, il nuovo (ed il primo) browser di casa Google è già online e con una pubblicità decisamente enorme: link nella home page del motore di ricerca! Che Google voglia annullare il record del Firefox Download Day?? Sembra di no. La società di Mountain View pensa piuttosto a spodestare Microsoft dal trono dei browser, con il successo clamoroso di Internet Explorer 6 e quello meno prolifico, ma comunque positivo della versione 7. E soprattutto dell'incombente Internet Explorer 8, probabile futuro re dei browser, in quanto ha superato persino i temibili test di Acid 2.

E così il colosso del web decide di entrare nel mondo dei browser, le applicazioni per navigare su Internet, con Chrome, il browser rivoluzionario: dimensione ridotta (meno di 500kb), velocità e performance e interfaccia al minimo. Scaricalo gratis da qui:


Gli sviluppatori di Google hanno pensato in grande: un browser che cambi il concetto di navigazione, leggero, veloce e puntato al Web 2.0. Magari qualcosina l'hanno pure copiata (il motore è il fulmineo WebKit di Safari), dato che l'interfaccia ricorda tanto il nuovo Explorer in modalità tutto schermo. Il risultato però è buono. Dopo pochi minuti di "ambientazione" (Chrome prende le impostazioni dagli altri browser), diventa veramente veloce sia ad avviarsi, sia a caricare le pagine.
I processi separati per ogni scheda lo rendono rapido e evitano i fastidiosi crash. Un pizzico di ironia lo rende il tipico "prodotto Google" (la navigazione in incognito ci avverte di diffidare da agenti segreti e se si verificano errore, il browser sbotta con un simpatico UFFA!!), e le funzioni originali (mica tanto..) lo posizionano già in pole rispetto ai colleghi.

La navigazione in incognito (ribattezzata porn-mode) evita di salvare cookie e cronologia. Le impostazioni sono scarne, giusto qualcuna avanzata (le "Robe da smanettoni"). Gli script caricano super-veloci con la nuova Java Virtual Machine V8, e la SandBox, funziona sia come barra degli indirizzi sia come barra di ricerca.

Da migliorare: le opzioni sicuramente, sono veramente poche. Un utente vuole poter personalizzare al massimo il software. L'adattamento con i prodotti Google: forse era questo che si desiderava, un browser che renda più semplice utilizzare i prodotti Google per il web. Tutto sommato però è ancora una beta, e sicuramente migliorerà ancora. Tra l'altro è open source, quindi gli sviluppatori prepareranno subito nuovi temi, plugin e chissà quali novità. Google Preview tuttavia avrebbe dovuto essere già incluso.